Dove eravamo rimasti ?

Ah, si. Avevo appena comperato le magliette fluo e la lampada da petto di decathlon ed ero tutto gasato.

La sera stessa l’ho messa in carica, e mercoledì scorso l’ho provata. Una figata ATOMICA. Non solo fa una gran bella luce, ma non da nemmeno fastidio mentre corri. Nun se move. Granitica.

Tempo di fare un giro, rendermene conto, e illuminato come un albero di natale mi sono infilato in una serie di strade buie e deserte. Mi sentivo leggero, i piedi andavano regolari. Faceva fresco. Mi sono divertito.

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Venerdì, invece, è stato il grande giorno della zingarata. Io ed un amico la preparavamo da mesi, incrociando impegni familiari, lavorativi, imprevisti. Tre giorni in camper, a fare kite. E miracolosamente abbiamo preso giornate favolose, tornando sui luoghi che frequentavamo agli albori della tavola, 15 anni fa.

Dopodichè son tornato a correre ieri, su di un percorso noto. Son partito a 1000, mi sentivo ispirato ma poi il cardio a 175 ha consigliato prudenza. Di buono c’è che pian piano consolido e miglioro. A parte il picco iniziale, ho corso con un cardio abbastanza basso rispetto alle altre volte. E oggi le gambe non mi fanno affatto male.

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Di cattivo c’è che sono uscito senza felpina, e non avevo freddo. E’ definitivamente arrivata la primavera. Sta arrivando il caldo. Fatiche bestia in arrivo.

 

 

 

 

tanto va il gattone al lardo …

… che ci sbatte le corna. Il proverbio non dice esattamente così, ma questo è il senso.

Venerdì scorso, piano di battaglia furbo. All’ora di pranzo sono impegnato per lavoro, e ho promesso ai ragazzi una serata “da finesettimana”. Questo vuol dire che si può stare alzati un poco di più, e magari vedere un cartone lungo tutti insieme.

Io ho preso l’abitudine di andare a correre dopo che loro sono andati a nanna, ma non mi ci vedo di uscire alle undici di sera. Sono in ballo dalla prima mattina, e a tutto c’è un limite.

Quindi ideona: esco un pelo prima dall’ufficio, mi fiondo a casa e, approfittando che il venerdì loro finiscono judo sul tardi (in realtà finiscono presto ma poi tirano a lungo in spogliatoio con gli amichetti), vado subito a correre. In questo modo tornerò a casa poco dopo di loro, e la serata sarà tutta per noi.

Arrivo a casa che è ancora giorno (grazie primaveraaaaa!) e faccio un bel giretto rilassante. Le gambe girano, il cuore non forza. Sono sensibilmente meno lento del solito, chiudo i miei 5.5 km a 7’15”/km, e me ne inorgoglisco.

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E faccio male. Un ciccione orgoglioso è un ciccione noncurante, e un ciccione noncurante, fa quello che fanno tutti i drogati quando pensano di esserne usciti. Si fanno un’ultima dose, in memoria dei vecchi tempi.

La mia dose è un cena con amici il sabato sera, e il rifiuto mentale di svegliarmi presto per andare a correre domenica.

Trovo ogni scusa. So che sto sbagliando ma me ne frego. Io e Mennea non abbiamo bisogno di allenarci, siamo fighi di natura. Eppoi ho fatto 7’15”, il moribondo è dietro l’angolo. Scusate se è poco.

Anche domenica è una giornata pesante, sotto il profilo mangereccio. Più che altro è una di quelle giornate in cui, circondato da parenti e bambini, fai la spola tra tavolo e divano.

Ieri sera esco per correre. Ho la testa stanca, ma una certa fiducia. Sono anche un po’ teso, visto che alcune settimane fa mi sono ripromesso di pesarmi dopo aver fatto 7’15” o meno per due volte consecutive. Penso che potrebbe succedere, ma ho paura delle conseguenze.

E invece, disastro. ieri sera il cuore ha girato bene, ma ho scontato ogni minuto godereccio del fine settimana. Le gambe mi hanno fatto male ogni singolo istante in cui ho corso, e hanno continuato a farmi male anche dopo che si sono scaldate.

Dopo due chilometri volevo sinceramente mollare, e sono entrato in quel deleterio loop mentale in cui contempli il disastro e, invece di reagire, pensi già come limitare le conseguenze. Non mi sono divertito nemmeno un attimo. Ma comunque non ho mollato, anche perchè sono poco più di 5 km (cazzo), e ho finito beccandomi pure l’insulto del cardio che mi ha bollato di “recupero scarso”.

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Cosa mi insegna, questo ?

  1. non la prendere sottogamba;
  2. le cagate le paghi;
  3. non è che se corri per un mese sei un runner;
  4. non è che se corri diventi automaticamente magro;
  5. sarai sempre un drogato del cibo;
  6. prendine atto, e comportati di conseguenza.

Mi ero ripromesso di scrivere su ‘sto blog solo quando vado a correre. Questo perchè noi ciccioni siamo cinture nere di giustificazioni, ed è molto più facile scriverli, i propositi, invece di praticarli.

Ma io questo percorso l’ho già fatto più volte, e alcuni passi mentali li ho già fatti. Forse è il caso di scrivermeli, in modo da ricordarli meglio. Perchè sapere le cose è un bene, ma se le dimentichi al momento opportuno non serve a niente.

La relativa rubrica si chiamerà “the fat runner”. Suona bene, e mi piace. Parlerà del perchè sono grasso, delle strategie che ti possono aiutare a controllarti e di come correre da grasso senza farti troppo male. Ho più di 100 uscite da fat runner. Qualcosa ne so.

NB: non vi aspettate ricettine a base di soia, tisane strane o cagate del genere. Io lavoro tutto il giorno e vivo nel mondo reale.  Ma due dritte a me stesso credo di poterle dare. E se mi sforzo, anche di poterle seguire.

Aggiornamento pomeridiano: preso da impeto dannunziano, questo pomeriggio ho comperato un paio di magliettine giallo fluo e la lampadina da petto di decathlon per aumentare i miei orizzonti serali. Nei parchi dei dintorni, la sera, è veramente buio. Le magliette sono taglia XL. Ne ho un paio, dello stesso identico tipo, taglia M. Erano un poco aderenti, ma mi stavano.

Vedremo di rientrarci.

nove, dieci, undici …

(Peso, girovita, BMI fuori controllo)

Sono un indietro, aggiorno.

Venerdì sera eravamo senza bimbi, che avevano reclamato una nonna-soirèè con nonna-nanna incorporata e pranzone fantozziano il giorno successivo. E allora mia moglie mi fa: “che dici, andiamo a cena fuori oppure andiamo a correre” ?

Mentre mi passavano davanti agli occhi immagini di cinghiali arrosto e litri di cervogia alla Asterix, ho sentito una voce che diceva “a correre, bella idea“. Esci dal mio corpo, Satana.

E così, io mi sono fatto i soliti 5 chilometri e mezzo vicino a casa, mentre lei  marciava di buon passo sullo stesso percorso. L’ho doppiata un paio di volte. Mi sono sentito molto eroico e insolitamente bene. Inutile dire che se lei si mettesse a correre mi farebbe il mazzo dopo 3 giorni. Lei è magra e leggera. Io sono tarchiato e pesante. Un tipico caso di opposti che si attraggono.

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Domenica, scappata a fare kite insieme al mio amico El Peluquero. Poco vento, molto relax.   Peccato aver fatto casino con le tracce, tra un metti in pausa e l’altro ho perso metà uscita. Ciò che ne è venuto fuori, in ogni caso, è che se non dimagrisco il vento leggero me lo scordo.

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Lunedì, giornata incasinata. Anche ieri. Così tanto incasinata che quando sono arrivato a casa, la sera, ho cercato disperatamente una scusa qualsiasi per mettere le tende sul divano e non spostarmi mai più. E invece mi sono forzato, mi sono vestito da ridicolo e dopo il bacio della buonanotte ai pargoli sono sceso in strada.

Mi facevano male le ginocchia. Mi facevano male i calcagni. Mi faceva male la testa. Mi giravano anche i coglioni, che uno si fa un mazzo tanto tutto il giorno e poi gli tocca pure correre. Eppoi faceva freddo. In calzoncini, maglietta traforata alla village people e felpetta giallo fluo di decathlon rabbrividivo.

Ho cominciato a correre con una certa grazia pachidermica, stallonando a più non posso.  Il cardio è subito salito molto, ma poi si è assestato.

Eppoi ho smesso di guardarci, di contare i metri che mancavano, e di pensare. Ho fatto il mio percorso a ritmo regolare, concentrandomi sul passo, sul modo di mettere i piedi, sull’appoggio delle punte.

E’ incredibile come nel silenzio serale, mentre corri, tu possa sentire – se ti concentri – ogni centimetro del tuo corpo, realizzando come si muovono le singole dita del piede quando carichi il passo ….

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Queste uscite serali sono molto zen. E, udite udite, un certo completo, che mi stava molto stretto di vita, mi sta meno stretto. E mi pare anche di aver intravisto una costola.

Ho dormito come un bambino.

 

 

 

L’ottavo nano

(peso, girovita, BMI dispersi in azione)

Ogni volta che vado a correre, resto svagato per ore.

Sarà la pera di endorfina, sarà il fatto di mettere in movimento sensazioni normalmente sopite, chi lo sa. Sta di fatto che se vado a correre all’ora di pranzo, poi non combino niente fino alle 5. E questa settimana non me lo potevo permettere.

Quindi, lunedì era giorno di riposo, martedì ero incasinatissimo, ieri stavo lavorando abbestia … conclusione: vado a correre dopo aver cenato e messo a letto i ragazzi.

Più facile dirlo che farlo, comunque. Io normalmente esco dall’ufficio col cervello brasato, stanco come se avessi spaccato legna tutto il giorno. Sarà anche che c’ho un’età, ma la sera sono tendenzialmente cotto e pronto ad addormentarmi sul divano.

Ieri sera ero più bollito del solito. L’unica cosa che mi sosteneva era il ricordo di un articolo su runlovers che magnificava la corsa serale. Avete la testa stanca, diceva. Non avete il corpo stanco. Andate a correre e vi sentirete nuovi. Lo avevo bollato come la solita cazzata new age, ma mai dire mai.

E quindi vado a casa, e per resistere alla tentazione del divano mi tolgo il completo e mi vesto subito da ridicolo, scarpette e felpina fluorescente che di sera è meglio che ti vedano.

Dopo la messa a nanna dei pargoli, sono uscito. C’era un freddo becco e la mia testa diceva di girare il chiurlo e tornare a casa, che non siamo fatti per soffrire. Ma ho resistito e, dopo il primo chilometro è passato il freddo e il polso si è regolarizzato.

Correvo piano, su di una ciclabile vicino a casa, col cardio basso. Nessuno per strada, pochissimi rumori, i suoni ovattati della nebbia incipiente. Senza occhiali, poi, la sera faccio fatica a distinguere i contorni delle cose. E’ come correre in una piccola bolla tiepida, dai contorni morbidi e sfumati. Una sorta di confort-zone semovente.

Quando ho finito la testa era sgombra ed era passata la stanchezza mentale. Non dico che lo farei ogni sera dopo 10 ore di telefono e computer, ma è stata comunque una scoperta.

Vediamo, domani, che succede.

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Il settimo sigillo

(Peso, girovita, BMI evanescenti)

Sabato sera c’è stata una cena piuttosto divertente ma pesante. Il vino mi piace ma non lo reggo, e ho fatto dei mischioni assassini.

Arrivato a casa siamo caduti tutti secchi, senza pensare a sveglie, programmi, cose varie. Ma domenica mattina, all’alba, mi ha svegliato il mio personale Sergente Maggiore Hartmann.

“SOLDATO PALLADILARDO!! SCENDI DA QUELLA BRANDA! ALZA IL CULO E VAI A CORRERE PERCHE’ POI LA GIORNATA E’ IMPEGNATA!”. Ma veramente io dormirei ancora … “AH, CHE CAZZO NON TI SENTO! ALZARSI ALZARSI ALZARSI ALZARSI!”

C’ha ragione lui. E’ triste – dormivo così bene – ma è così. Se non corro adesso oggi non avrò più un minuto. Sarebbe un’ottima scusa per non fare un cacchio ma non ci credo nemmeno io. E’ un ingiustizia, non sono nemmeno le 7. Bevo mestamente il caffè, mi vesto da ridicolo, metto le scarpe ed esco in maglietta e calzoncini. Tanto, è primavera ….

Fa un freddo porco, ho le mani ghiacciate. Però mi sveglio, e mentre cammino per scaldarmi sento quel senso di ineluttabilità che mi prende quando sto per correre. Non ho voglia di farlo. Non credo di poterlo fare. Ma comunque lo farò, e finisce pure per piacermi.

Il primo chilometro è infernale, con le gambe molli e le caviglie che governano i piedi un po’alla cazzo. Vado verso Fiesso, sulla ciclabile. Dribblo un paio di vecchietti che si portano in giro i cani. Poi mi scaldo, spezzo il fiato, e l’insofferenza diventa semplice fatica. Che non mi piace, ma la posso accettare.

In paese giro per lo sterrato, poi il ponticello, una cavedagna in mezzo ai campi, un pezzo di provinciale deserta, e via sulla ciclabile di Marano. Mentre corro, vago con la testa e quasi mi diverto. La testa vorrebbe andare più veloce, ma il cardio e il fisico consigliano di no.

Sono le prime volte che corro da ciccione, ed è una strana sensazione toccare il fatto che giro col freno a mano perchè non posso toglierlo e non perchè ho deciso così. Io ho sempre corso piano, intendiamoci, ma era una scelta, dettata dal desiderio di evitare sforzi al cuore. Oggi, anche volendo massacrare il cuore, non potrei fare molto di più.

Però alla fine son contento. Ho girato costante, sui 7’30”/km, senza i picchi delle volte precedenti, e anche il cuore si è comportato bene, restando ad un regime più basso del solito. E poi mi sono fatto Fiesso e Marano in una volta sola. E’ come il giro dei quattro passi, solo in sedicesimo. Piccole soddisfazioni.

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NB: veramente avevo iniziato pensando di scrivere della dipendenza da cibo, ma poi mi sono distratto. Sarà per la prossima volta.

 

 

 

Il sesto senso (ma mi sto stufando dei titoli dei film)

(peso, girovita, BMI, tutti non classificati)

E’ stata una settimana infernale dal punto di vista del lavoro. In parte perchè avevo tutta una serie di cose da fare, in parte perchè sono in pieno delirio da primavera, con la testa da un’altra parte, e concentrarmi è stato faticosissimo. Se non fossi il mio capo, mi licenzierei.

Ieri ho provato ad andare a correre tutto il giorno, ma il mondo reale ha complottato per tenermi incatenato alla scriva. Sono uscito tardi dall’ufficio, con l’intenzione di andare a correre dopo aver messo a letto i bambini, ma quando è stato il momento ero distrutto, e sono collassato sul divano.

Da un lato mi sentivo in colpa, ma dall’altro sollevato. Il fatto è che rispetto all’attività fisica io tengo n’atteggiamento bipolare. Mi piace, ma soprattutto dopo. Quando hai finito sei carico come una molla, e ti muovi nel mondo come un dio. Prima di iniziare, però, non ne hai voglia mezza, e venderesti la nonna per arrivare subito alla fine.

Insomma, io leggo dappertutto che correre è gioia, e di gente che salta fuori dal letto alle 5 di mattina, magari in pieno inverno, per farsi 15 radiosi chilometri prima di colazione. Io non sono riuscito a gioire delle corse mattutine nemmeno quando, allo scorso giro di dimagrimento, ero tirato come una balestra e mi ciucciavo la mia oretta di corsa tre volte alla settimana.

In realtà non credo di poter mai diventare un vero runner. Il mio culo è troppo pesante e non sono abbastanza fesso da scambiare la fatica per godimento.

Che allora mi viene spontanea una domanda: perchè correre ? Voglio dire, il mondo è pieno di sport interessanti, magari di squadra, che ti fai pure degli amici (In effetti il kite è proprio questo, un bellissimo gioco che aiuta a svuotare la testa e che ti fa conoscere tanta gente). Poi ci sarebbe anche la palestra, con tutti quei begli attrezzi che ti fanno faticare ma non prevedono che uno arranchi per ore portando il cartello “fine pena mai”.

In realtà, la palestra mi sta sulle palle. Odio tutta la gente intorno, odio le chiacchere inutili con sconosciuti, odio i tipici “ragaz” da palestra, odio quell’odore di sudore e disinfettante che trovi anche negli spogliatoi più puliti.

La cosa che più apprezzo della corsa è il fatto che non ha memoria, e che si tratta di un’attività sincera. Non conta il tuo censo, non conta l’istruzione, non conta l’età, non conta nemmeno la disponibilità economica. Qualunque stronzo semianalfabeta può correre con un paio di calzoncini, maglietta e scarpe recuperati alla Lidl.

Non conta nemmeno il rango, vale a dire cosa hai fatto in passato. Se due anni fa chiudevo tranquillamente i 10 chilometri del moribondo nella giornata più calda dell’anno, oggi che sono un ciccione, mi trovo ad arrancare agli 8’/km. Ed i chilometri macinati in passato non contano niente.

In definitiva, ciò che conta è l’impegno che ci metti giorno per giorno e la perseveranza priva di scuse. E non c’è nulla che puoi fare per truccare i risultati. Il GPS è impietoso, e ti restituisce la sola misura del cuore ci hai messo.

E quindi mi piace perch’è uno sport onesto, che richiede tenacia e coraggio. Mi fa schiattare ma mi fa sentire uomo, nel modo in cui gli uomini amano sentirsi uomo. E quindi accetto la fatica, nella misura in cui riesco, anche se non mi piace e preferirei 2000 volte stare sdraiato sul divano a vedere un film.

E mi sfido a crescere, sapendo che la vera sfida non è l’andare forte, quanto l’aver il coraggio di dirsi “non ne ho voglia ma andiamo”, oppure “oggi ne faccio un poco più di ieri”. Insomma, ciò che mi piace della corsa non è la corsa in sè, quanto la sfida interiore che essa implica.

Il perseguire questa capacità di tenacia è molto importante per chi, come me, soffre di una dipendenza cronica, di cui ha provato a liberarsi 1000 volte in passato, ma di cui non si libererà mai. Ma magari ne parliamo un’altra volta.

NB: La maledetta piazzola del venerdì mi ha spinto su una mitica ciclabile di periferia. Che così, per raggiungere il punto di inizio, cammini anche un po’ e ti scaldi.

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Quinto potere

(Peso: assente giustificato; Girovita: nessuno; BMI: irreparabile)

Oggi è una bellissima giornata di sole, di quelle giornate terse che ti fanno venir voglia di chiudere baracca e correre libero et felice tra campi ubertosi e verdi pascoli.

Purtroppo io lavoro in centro, dove campi e pascoli latitano. Mi resta la Montagnola, con prati spelacchiati e bambini che giocano circondati da sornioni spacciatori magrebini.

E quando sei un panzone di mezz’età che trotta sul cemento coi polpacci in fiamme, attorniato da spacciatori arabi, qualche domanda te la fai.

La mia domanda è arrivata dopo che ho cominciato a pistolare il cardiogps sperando di avere impostato le miglia invece dei chilometri e di aver quasi finito i miei 5 km di ordinanza.

Perchè, a 47 barrette, sono qui a faticare invece di accettare il fatto di essere vecchio ?

Se la Vostra risposta è “perchè non sei vecchio”, siete fuori strada.

Ho 47 anni. Alla mia età, mia mamma aveva un figlio di 22 e rotti anni e un’altro di 18. Quando ho conosciuto mia moglie, sua mamma aveva solo due anni più dei miei. La mia strada è scelta e tracciata. Da un punto oggettivo, sono tutto tranne che giovane.

Quindi, perchè ?

Ho continuato a pensarci sopra mentre passava lentamente il terzo, e il quarto chilometro. Poi magicamente le gambe hanno smesso di fare male, il fiato si è rotto,  ed ho capito.

Sono qui perchè mi piace. Sono qui perchè mi sento vivo. Sono qui perchè una voce logica dice che non ci dovrei stare, visto che teng’un’età. Sono qui perchè ci credo. Sono qui perchè ogni tanto, quando vado a correre o fare kite, mia moglie mi lancia quello sguardo speciale che le adolescenti riservano ai ragazzi fighi.

Sono qui perchè non mi rassegno ad invecchiare. Sono qui perchè quando mi penso vedo l’uomo che ero, non il ciccione che sono.

Sono qui perchè 2 anni fa l’avevo ucciso, il maledetto moribondo, ed ora è risorto e mi prende pure per il culo.

Sono qui perchè quando non sarò più qui, e non vorrò nemmeno esserci, sarà perchè è morto qualcosa e non ho più nulla da dare.

Un poco stucchevole, lo so. E’ anche per questo che qui non troverete mai riferimenti precisi su chi sono o cosa faccio. Voglio poterle scrivere, certe cose, senza preoccuparmi delle apparenze.

Il mariomerola mascherato.

 

NB: traccia in due parti perchè ho fatto casino col GPS:

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